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Testo di Roberta Pascale |
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Nella storia della Chiesa si assiste all’alternarsi di momenti di acceso fervore mariano a momenti di un suo raffreddamento. Dopo il Vaticano II si è riscontrato un atteggiamento di indifferenza, se non di apatia, verso determinate forme devozionali alla Madre del Signore. In realtà fin dall’inizio del secondo millennio cristiano, una certa devozione mariana era uscita dall’ambito liturgico, suo necessario punto di riferimento. Specchio di Cristo e non già persona a sé stante, la Vergine talora è stata sostituita al Signore, tanto che la religiosità popolare è caduta nella separazione tra culto di Cristo e culto di Maria. In seguito al cosiddetto «decennio senza Maria» (1964-1974), registratosi nell’immediato post-concilio, oggi quasi ovunque si assiste ad un positivo e costruttivo «ritorno teologico» alla Madre di Dio. Esso è iniziato con la pubblicazione dell’esortazione apostolica Marialis Cultus di Paolo VI (1974); è proseguito con la lettera enciclica Redemptoris Mater di Giovanni Paolo II (1987). Un padre della Chiesa, Cromazio di Aquileia († ca.407), acutamente osservava: «Non si può parlare della Chiesa se non vi è presente Maria, la Madre del Signore, con i fratelli di lui» (MC 28). Giovanni Paolo II rileva che la vita cristiana è tale, se cresce nella dimensione mariana (cf. RM 45; 46). Von Balthasar parla del volto mariano della Chiesa, la quale nei suoi membri migliori realizza l’essenza qualitativa del mistero mariano. Maria rivela e insegna alla chiesa come comportarsi da discepoli docili di Cristo; come poter diventare madre del Signore mediante la fede; come accettare la nuzialità sacramentale con Cristo sposo. In tal modo, oltre a risultare cristocentrica, la mariologia diviene pure ecclesiologica: la Vergine di Sion è inserita nella comunione dei salvati, come la persona che, occupandone il posto più alto, promuove la vita in Cristo per l’adorazione della Trinità santa. Il culto mariano è sorto nella Chiesa quale parte integrante ed esplicativa della celebrazione liturgica. Ma intorno al 1000, acquistando sempre più autonomia, in occidente esso tende a divenire devozione mariana.
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